Patologia

La rinite allergica è un’infiammazione della mucosa nasale. È una risposta del nostro corpo al contatto con un allergene, ovvero una proteina innocua per la maggior parte delle persone, ma che in soggetti predisposti scatena una reazione infiammatoria. Gli allergeni più comuni sono i pollini, gli acari della polvere, le spore di alcuni funghi, la forfora e la saliva di animali domestici.

La rinite allergica è molto diffusa: si stima che in tutto il mondo ne soffrano almeno 500 milioni di persone.

Sintomi

I sintomi della rinite allergica possono manifestarsi con intensità e durata diverse. A differenza di un comune raffreddore, i suoi segnali non scompaiono in pochi giorni, ma possono durare per settimane e ricomparire ogni anno nello stesso periodo, oppure essere presenti tutto l’anno senza soluzione di continuità. Le due condizioni possono sovrapporsi dando luogo a una rinite perenne con peggioramento in una o più stagioni.

SINTOMI PIÙ COMUNI DELLA RINITE ALLERGICA

  • Starnuti “a salve”: starnuti frequenti, che si presentano uno dopo l’altro.
  • Naso che cola (rinorrea acquosa): un abbondante liquido che scende dal naso.
  • Prurito: generalmente localizzato all’interno del naso, agli occhi e alla gola.
  • Ostruzione nasale: la sensazione di avere il naso “chiuso”, che può costringere a respirare con la bocca.
  • Congiuntivite: che si manifesta con prurito e arrossamento agli occhi.
Classificazione

Non tutte le riniti allergiche sono uguali. Le Linee Guida ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) classificano la rinite allergica in base a due fattori: la durata e la gravità dei sintomi.

DURATA DEI SINTOMI

  • Intermittente: i sintomi si manifestano per meno di 4 giorni a settimana o per meno di 4 settimane.
  • Persistente: i sintomi si presentano per almeno 4 giorni a settimana e per almeno 4 settimane.

GRAVITÀ DEI SINTOMI (VALUTATA SENZA TRATTAMENTO)

  • Lieve: non ci sono disturbi del sonno e non c’è una limitazione delle attività quotidiane, lavorative o scolastiche.
  • Moderata-grave: sono presenti disturbi del sonno, limitazioni nelle attività quotidiane o una riduzione del rendimento a scuola o al lavoro.
Rischi

Sottovalutare la rinite allergica può causare la comparsa di disturbi più severi e influire negativamente sulla tua vita. La patologia può portare a conseguenze importanti.

  • Comorbilità: ovvero patologie che si presentano insieme alla rinite allergica, come la congiuntivite, la rinosinusite cronica, l’otite media, la poliposi nasale e l’asma bronchiale. Il 10-40% dei pazienti con rinite allergica soffre anche di asma e viceversa e fino all’80% dei pazienti asmatici allergici presenta anche sintomi di rinite.
  • Impatto sulla qualità della vita: la rinite può influenzare il sonno, la produttività e la concentrazione. I sintomi possono causare stress, depressione e portare a evitare attività sociali.
Diagnosi

Riconoscere la rinite allergica non è sempre facile, ma una diagnosi corretta è il primo passo per gestirla al meglio. Il medico di base può già avere un forte sospetto di rinite allergica basandosi sulla tua storia clinica e sui sintomi che descrivi. Successivamente, per confermare la diagnosi, è necessario rivolgersi a uno specialista in allergologia, che userà diversi strumenti.

PRINCIPALI STRUMENTI DIAGNOSTICI

  • Test cutanei (Skin Prick Test): un esame rapido e indolore che si esegue sull’avambraccio. Lo specialista applica una goccia di allergene e, con una puntura leggera, verifica la reazione della pelle. Se compare un piccolo rigonfiamento (pomfo) nel giro di 15-20 minuti, il risultato è positivo. Questo test ha il vantaggio di dare un risultato immediato ed è affidabile anche nei bambini.
  • Dosaggio sierico di IgE allergene-specifiche: un prelievo di sangue per verificare la presenza di anticorpi specifici (IgE) che indicano l’allergia. È un esame utile quando non è possibile eseguire il test cutaneo, ad esempio in caso di malattie della pelle diffuse o durante la gravidanza.

Altri strumenti diagnostici, utilizzati a discrezione dello specialista, sono la diagnostica su componente molecolare (un esame del sangue per identificare con precisione la molecola che scatena l’allergia) e la rinoscopia o endoscopia nasale (per valutare la mucosa nasale e le cavità nasali).

Che cosa fare

È fondamentale non sottovalutare la rinite allergica e chiedere il parere di un medico, in particolare di un allergologo. Spesso i sintomi vengono confusi con un raffreddore e trattati con farmaci da banco, senza una diagnosi o una cura adeguata. Non affidarti al “fai da te”, ma rivolgiti a un medico se i sintomi non scompaiono e durano per settimane o ritornano ogni anno; se influenzano negativamente la tua vita (per esempio disturbando il sonno, la concentrazione o le normali attività); se temi che i sintomi possano essere associati all’asma.

Segui questi consigli:

  • Metti la tua salute al primo posto e chiedi il consulto di uno specialista. Il 70% dei pazienti che si rivolgono al farmacista per acquistare farmaci per la rinite lo fa senza un consulto medico: di questi, solo il 15% sceglie il medicinale adatto.
  • Crea uno storico dei tuoi sintomi e delle possibili cause.
  • Tieniti lontano dagli allergeni che stimolano la tua allergia.
  • Non sottovalutare i sintomi.
  • Partecipa attivamente al tuo percorso di cura.
  • Non abbandonare il trattamento.
I numeri della rinite

Nonostante sia una patologia molto diffusa, la rinite allergica è spesso sottostimata.
Ecco alcuni dati che ne evidenziano l’impatto:

  • 1 italiano su 4 soffre di rinite allergica.
  • A livello globale, si stima che 500 milioni di persone ne siano affette.
  • La patologia è più comune tra i giovani adulti, di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
  • Nel 50% dei casi, la rinite allergica ha una componente ereditaria.